S questo è un uomo recensione libro

Se questo è un uomo – Recensione –

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Se questo è un uomo – Recensione –
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La vita di Primo Levi

Primo Levi  nacque il 31 Luglio 1919. Studiò chimica all’Università di Torino. Nel 1938 il regime fascista promulgò in Italia le leggi razziali. Oppressive e discriminatorie le leggi razziali ebbero grande influenza nel pensiero e nella vita del giovane Levi. Come egli stesso amava definire: “Le leggi razziali mi restituirono il libero arbitrio”. Fino a quel momento, nella sua famiglia il fascismo veniva infatti digerito con stoica indifferenza. Primo Levi fu addirittura un balilla in gioventù. La discriminazione perpetuata nei confronti della famiglia di origine ebrea, risvegliò il suo cuore, e lo guidò a reagire. All’età di24 anni, dopo l’armistizio, si unì ai “partigiani” italiani che combattevano contro l’occupazione nazista nel Nord Italia.

Fu catturato da truppe di fascisti italiani e consegnato ai nazisti, che lo internarono ad Auschwitz. Il ricordo dei Lager tormentarono l’intera esistenza di Primo Levi. La sua sua morte (11 Aprile 1987), avvenuta in circostanze mai chiarite , fanno ritenere ad alcuni che egli sia una vittima postuma delle atrocità naziste.

 Il primo Levi scrittore

Sopravvisse alla prigionia e nel 1947 pubblicò Se questo è un uomo. Da quel momento, l’umanità ha avuto in regalo una delle testimonianze più vivide e sconvolgenti dell’inferno dei Lager. Se questo è un uomo è un classico letterario che rimane uno dei capolavori più importanti del ventesimo secolo. È un documento di rilevanza storica immensa ed un’opera letteraria inarrivabile. Per oltre trent’anni Primo Levi scrisse memorie, saggi, poesie e romanzi. Tra i libri più famosi e consigliati vi sono “La tavola periodica” e ” I sommersi e i salvati” 

Se questo è un uomo

L’opera è una straordinaria descrizione dell’esperienza vissuta nel campo di prigionia. Le umiliazioni quotidiane, le violenze e gli eccidi, la degradazione dell’essere umano ad un oggetto senza valore, vengono presentate con una dignità disarmante. Sembra non palesarsi rabbia o rancore, Primo Levi usa infatti il tipico distacco di uno scienziato che studia. Secondo lo scrittore, i fatti, erano in se sufficienti a palesare l’abiezione a cui erano sottoposti uomini, donne, e bambini. Ne scaturisce una riflessione morale sublime, sul dolore, e sul senso stesso della vita.
Le parole più dure le ebbe nei confronti di quei tedeschi che alla fine della guerra negavano dell’esistenza stessa dei campi di sterminio.

Primi Levi scrisse: ” Forse, il nazismo non può essere compreso, o meglio non dovrebbe esserlo, perché comprendere è come dare una giustificazione all’accaduto. Contrariamente, riconoscere è necessario, perché ciò che è successo può accadere di nuovo, le coscienze possono essere nuovamente sedotte e manipolate”

Capolavoro inarrivabile. In assoluto, uno dei libri consigliati da leggere

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