quarantena:14 storie ai tempi del coronavirus

“Quarantena: 14 storie ai tempi del Coronavirus”. Un libro dal fronte

In Le autobiografie più belle di sempre by moderatoreLeave a Comment

Covid-19: Un romanzo autobiografico

Da medico a scrittore: per raccontare come ci si riscopre umani di fronte alla pandemia.

“Un libro per capire, per ricordare, e per rinascere”, questo l’obbiettivo che si prefigge “Quarantena: 14 storie ai tempi del Coronavirus”. Scritto dal Dott. Leonardo Gaglio.

Bergamo: in prima linea

Il giovane medico parte la notte del 15 marzo verso Bergamo per dare il proprio supporto ai colleghi del reparto di malattie infettive dell’ospedale Papa Giovanni XXIII.  Ad attenderlo una città ferita, in ginocchio che chiede aiuto. A Bergamo impara a conoscere il COVID-19,  a trattarlo, tra turni estenuanti e ricerca svolta presso il reparto.  Quei numeri visti spesso alla tv  cominciano a prendere forma,  ad avere un volto.  Il Dott. Gaglio, con il suo carattere esuberante, finisce per entrare a pieno nelle vite dei pazienti che ogni giorno assiste. Tra le mura del reparto si crea un mondo parallelo, diverso da quello che si stava vivendo contemporaneamente fuori. Ritmi, luci, sguardi, tutto trova un equilibrio per continuare a sopravvivere lontano dagli affetti. Nonostante la grandissima mole di lavoro, Leonardo riesce sempre a trovare un momento per stare vicino ai tanti ammalati di COVID19. Non manca mai il suo sorriso, percepibile solo dagli occhi, per i tanti guerrieri che lottano tra la vita e la morte.

Quarantena:14 storie i tempi del Coronavirus

Nascita del libro

“Qui ho realizzato l’esigenza di scrivere un libro. – dice l’autore –  Ma non uno di quelli che in maniera cruda e asettica narra di storie accadute. Un libro che racconta di come ci si riscopre umani di fronte al virus”. Con questa piccola antologia si intende quindi lasciare una traccia al fine di prendere consapevolezza e rinascere dalle macerie della pandemia.

Difficile per chi si ferma alla copertina comprenderne il contenuto semplice ma nello stesso tempo complesso. Infatti “non un libro di tragedie”  tiene a sottolineare lo scrittore. Si tratta di scorci, prima e dopo il lockdown. Tenere vicende che tutti, più o meno, abbiamo vissuto, narrate con delicatezza e semplicità. Il lettore tenderà ad innamorarsi di una storia in particolare perché in quella rivedrà parte di sé. “Spesso mi mandano messaggi per chiedermi che fine hanno fatto i vari protagonisti – ci racconta l’autore – si affezionano perché loro rappresentano parte di noi”.

I temi, gli insegnamenti, i pensieri 

Diversi i messaggi celati tra le pagine del libro, la numerologia gioca un ruolo importante in questa lettura: 14 storie per 14 giorni di quarantena. Ogni racconto diventa quasi una cura da assumere in maniera costante per poter “guarire” l’animo devastato dal virus. Sono diversi i piani di lettura che è possibile raggiungere, sta a chi si accosta alle pagine essere profondo e calarsi tra le righe.

Un libro che, al di là da quello che possa sembrare, non è autobiografico ma che ne ha inevitabilmente degli elementi. L’autore tende a rimanere sullo sfondo e a mettere il proprio punto di vista nelle labbra dei vari protagonisti. Le storie vere si intrecciano con la speranza, con i pensieri dell’autore. I vari elementi si fondono  per dare corpo alla trama del testo.

“Sono cosciente che la gente vuole dimenticare in fretta questo periodo buio – aggiunge  il Dott. Gaglio – ma per uscire veramente da tutto ciò dobbiamo comprendere quanto successo e soprattutto carpire la lezione che ci ha dato la vita”. Chi accetterà sicuramente di leggere questa piccola antologia affronterà  tutti i propri demoni creati dal lockdown.

Niente paura, il lettore non viene mai lasciato solo tra le pagine, l’autore lo tiene per mano proteggendolo dal buio dei giorni della quarantena. Lo guiderà con delicatezza e tenerezza. Non mancherà di certo il momento in cui, però,  chi legge dovrà camminare da solo e apprendere quindi la lezione di vita.

I social, prima dell’uscita del libro, hanno mostrato le immagini reali vissute dall’autore durante la sua missione verso Bergamo. Se interessati potete cercare “quarantena14storie” su Instagram o Facebook.

L’autore ha deciso di devolvere interamente il proprio ricavato al fondo per i familiari dei sanitari che hanno perso la vita per fronteggiare il COVID19.  “Non siamo eroi invincibili. – conclude il Dott. Gaglio – Il Coronavirus ha mietuto tante vittime tra le fila degli operatori sanitari che hanno lavorato per non lasciare mai nessuno solo. Sono stato fortunato a non farmi toccare dal virus. Devolvere il ricavato in beneficenza è quindi un obbligo morale e un regalo alla vita”.

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