Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone
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Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino. Studiò retorica e filosofia a Roma. Le condizioni agiate della famiglia gli permisero di continuare gli studi in Grecia, e successivamente in Asia minore.

La sua carriera politica fu particolarmente brillante, divenne prima Pretore nel 76 a.C., poi Console e successivamente senatore a soli 43 anni.

Per tutta la vita alternò l’attività di oratore con quella di uomo politico. Celebre fu il suo intervento in Senato come pubblico accusatore  contro Lucio Sergio Catalina, accusato di congiura contro la Repubblica. Cicerone utilizzò le sue straordinarie doti di oratore,  il suo acume e la sua arguzia. Finse di avere delle prove compromettenti sulla colpevolezza di Catalina. L’inganno riuscì, Catalina fuggì confermando i sospetti che su di lui ricadevano.

Cicerone considerava l’omosessualità una debolezza ripugnante.  All’epoca romana era tuttavia ben accattata, anche se veniva concepita come tale solo quella “attiva”, considerata un’espressione di machismo. Differentemente quella “passiva” era oggetto di scherno e derisione. Cicerone apostrofò pubblicamente Giulio Cesare come un omosessuale passivo durante una seduta del Senato.

Proprio dopo la morte di Giulio Cesare, Cicerone iniziò a confidare nel ripristino della Repubblica, contava nel giovano Ottaviano, avversario di Antonio, contro il quale pronunziò le famose filippiche.

Successivamente all’accordo instaurato tra Ottaviano ed Antonio,  proprio quest’ultimo  inviò dei sicari ad uccidere il famoso oratore.

Morì il 7 Dicembre del 43 a.C.

 

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