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Longitudine – Come un genio solitario cambiò la storia della navigazione

In Libri di mare by moderatore

Scienza, storia della navigazione, avventura e politica, si fondono in questo saggio letterario dalla prosa stupenda.

Longitudine è un saggio della scrittrice statunitense Dava Sobel.

Il problema della determinazione della longitudine

Anche prima del 700, qualsiasi marinaio un po’ esperto riusciva a determinare la latitudine con discreta accuratezza. Bastava affidarsi alla misura dell’altezza del sole, o prendendo le stelle sopra l’orizzonte come riferimento. Ma la determinazione della longitudine, perlomeno con una certa accuratezza, rimase irrisolta fino alla fine del settecento. Per determinare la longitudine era necessaria la conoscenza simultanea dell’ora di due luoghi diversi. In pratica era necessaria la misurazione dell’angolo orario rispetto a due punti del globo. La conoscenza delle stelle e le difficoltà della misurazione dei moti dei pianeti non era allora sufficientemente accurata. Tantomeno non esisteva un cronometro marino che non fosse influenzato dal moto ondoso, e che fosse sufficientemente preciso.

Il disastro sulle isole Scilly

Nella nebbiosa notte del 22 Ottobre 1707, le isole Scilly diventarono la tomba anonima di duemila uomini di equipaggio dell’ammiraglio Sir Clowdisley. La storia della navigazione è ricca di avvenimenti nefasti. Storie equipaggi che dovettero affrontare la morte per fame, scorbuto o o si ritrovarono affondati in qualche scoglio durante la nebbia. Tutto questo per l’incapacità di poter determinare la longitudine, e quindi la propria posizione. Nel 1714 il Parlamento inglese diede vita al Longitude Act, ovvero un’apposita Commissione per la longitudine. Questa aveva  il compito di assegnare un enorme premio a chiunque fosse stato in grado di inventare un metodo sicuro ed affidabile per calcolare la misura della longitudine.

Jhon Harrison

L’autrice spiega come il problema venne affrontato con due approcci contrapposti: quello degli astronomi, che per calcolare la longitudine utilizzavano la posizione delle stelle fisse rispetto alla luna, e quello di John Harrison,  un orologiaio autodidatta che passò la sua vita a costruire degli orologi sempre più precisi. I migliori orologi al mondo dell’epoca sgarravano di circa un minuto al giorno, senza calcolare che non erano sottoposti alle insidie del mare.
Molti ritengono che Harrison abbia favorito la conquista dei mari da parte dell’Inghilterra.
Incredibilmente, questo caparbio orologiaio autodidatta, è riuscito tramite la quarta dimensione, a collegare e determinare punti diversi della terra.
Fu l’inizio di un nuovo modo di navigare.

Questo fantastico racconto, scritto con minuzia di particolari ed uno stile affascinante, è la storia di coloro che hanno cambiato per sempre la storia della navigazione.

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