le fantasticherie del camminatore errante

Le fantasticherie del camminatore errante

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Un libro sul camminare

Le fantasticherie del camminatore errante è un libro stupendo ed emozionante dello scrittore Francesco Bevilacqua.
Il libro, edito da  Rubbettino, è un resoconto di esperienze di viaggio del noto scrittore calabrese.
Se già conoscete l’autore, sapete di non dovervi aspettare racconti di luoghi esotici e lontani. Le fantasticherie del camminatore errante ci parla di luoghi affascinanti, reconditi e stupendi, ma è principalmente un viaggio che non mira al lontano ma al profondo.

Le fantasticherie del camminatore errante

Come ci racconta lo stesso autore, il libro è una via di mezzo tra un diario di viaggio e il resoconto di una passeggiata.
I luoghi sono quelli della sua amata terra: la Sila, l’Aspromonte e il Pollino.

Grazie ad uno stile narrativo ammaliante, il lettore assapora egli stesso l’esperienza del passeggiare in luoghi unici e stupendi. Bevilacqua ci porta in villaggi abbandonati mai cambiati da secoli, ci racconta di bellezze naturali sconosciute al turismo di massa.
Lo scrittore ci parla delle sue gite in compagnia del gruppo dei camminatori erranti.
Le fantasticherie del camminatore errante è ricco di intense e piacevoli digressioni filosofeggianti.
Lo stesso autore le definisce le sue idee sullo stare al mondo.

L’erranza e il camminare

Francesco Bevilacqua ha la fortuna di esser rimasto bambino, non certamente per immaturità, ma nella capacità di essere curioso, stupirsi ed apprezzare le piccole cose che che ogni attimo di vita ci regala. Il suo narrare trasmette pace e serenità.
I suoi cammini domenicali sono diventati a suo dire una necessità. Una sorta di fuga e rinnego di un modello sociale a cui sente di non appartenere. Una forma di rinascita spirituale.

Il camminare

L’autore spiega perché  l’esperienza della lentezza e del camminare in natura siano per lui un’esigenza fisica e mentale.
Il camminare è diventato nella società moderna un’attività superflua o inevitabile, quando possiamo cerchiamo il modo di andare più veloce. 
Ma lo scrittore insegna che il cammino è metafora di vita: è pellegrinaggio, rito e preghiera. La filosofia del camminare e del viaggiare è parte fondamentale del pensiero dell’opera.
Bevilacqua definisce l’erranza quell’attività capace di trasformate la ricerca in ritrovamento. Contrariamente al turismo, non è l’idolatria dei luoghi lontani e nemmeno necessità di collezionare esperienze.

‘È fare amicizia con gente e luoghi che non sapevi di avere a portata di mano. È avere a cuore le loro vite, i loro paesaggi, offrire il tuo aiuto in caso di bisogno. È percorrere un sentiero più eticamente che esteriormente, sapere che quell’esperienza del camminare ti condurrà, alla fine, sempre più verso te stesso.Quel te stesso che forse non hai mai saputo di essere.’ (Francesco Bevilacqua)

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua è un ex insegnante, senatore della repubblica, avvocato e ambientalista. Ma principalmente, come egli stesso si definisce: è un cercatore di luoghi perduti. Autore di circa 20 opere letterarie tra le quali vi segnaliamo Genius Loci e Gocce di rugiada.

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