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Enrico Fermi. L’ultimo uomo che sapeva tutto – La biografia

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Enrico Fermi. L’ultimo uomo che sapeva tutto – La biografia
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Genere: Biografia
Scrittore: David Schwartz

L’ultimo uomo che sapeva tutto è probabilmente la biografia più completa su Enrico Fermi. Molto è stato scritto su quello che è uno dei più grandi fisici del novecento.
David Schwartz ci presenta un ritratto meticoloso ed accurato. Tramite fonti inedite ed esclusive, l’autore offre aspetti e fatti della vita di Fermi che sono stati a lungo trascurati.

Seconda Guerra mondiale, 2 Dicembre 1942. Un gruppo di scienziati dell’università di Chicago si spingono dove nessun altro fisico è arrivato fino a quel momento. Utilizzando il primo reattore a fissione nucleare al mondo, fu sperimentata la prima reazione nucleare controllata. Fu uno di qui momenti che cambiarono il corso della storia. Enrico Fermi fu il protagonista dell’avvento dell’era nucleare, e uno degli uomini che più hanno mutato il corso degli eventi del secolo passato. Nel bene e nel male ovviamente.

 Cenni sulla vita di Enrico Fermi

Enrico Fermi aveva 14 anni, quando camminando in un piazza di Roma, con pochi spiccioli in tasca, decise che non li avrebbe utilizzati per comprarsi un gelato. Comprò un libro. Un trattato di matematica e fisica in lingua latina. Fermi  fu protagonista di una carriera studentesca eccezionale. Per l’iscrizione alla Scuola Normale Superiore propose una tesi che lasciò sbigottiti i suoi insegnanti. Nell’Italia d’allora, sembrava non esserci un professore in grado di poter insegnare a Fermi qualcosa sulla fisica. Nulla che egli non sapesse già. Qualche anno più tardi, insieme ai suoi collaboratori (conosciuti come i “ragazzi di via Panisperna”), continuò i suoi studi, trasformando una piccola stanza in un laboratorio di fisica di fama mondiale. I suoi studi sulla radioattività, in particolare sui neutroni lenti (elementi indispensabili per creare sostanze radioattive artificiali), gli valse il premio Nobel per la fisica (1938). 

Fermi non era solo uno stimato scienziato. Nella biografia scritta da David Schwartz conosciamo un uomo meno irreprensibile dal punto di vista umano. Fermi fu un padre tutt’altro che ideale. Una figura controversa che mai si interessò alla politica. Nonostante ciò, decise probabilmente per convenienza, di aderire  al partito fascista.

Il 10 Dicembre 1938 Enrico Fermi causò clamore in patria. Durante la cerimonia per il ritiro del Nobel non fece il saluto fascista, nessun accenno alla sua madre patria. Pochi intuirono che lui e la sua famiglia non sarebbero più tornati. (Tornò in realtà alla fine della guerra). Fermi si trasferì definitivamente negli Stati Uniti. La moglie, di origine ebraica, era ora in salvo dalle ignobili leggi razziali.
Il progetto Manhattan stava per iniziare, battere i tedeschi sul tempo nella costruzione dell’arma atomica era la priorità. Enrico Fermi fu uno dei direttori tecnici del progetto.

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