Il processo (Franz Kafka)

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Un libro classico

Il processo (di Franz Kafka) rimarrà nella storia come uno dei libri più importanti di sempre.

Joseph k.  viene arrestato.  La vita di un rispettabile dirigente di banca cambia istantaneamente. È il giorno del suo trentesimo compleanno, e qualcuno deve averlo calunniato.
Le accuse? Non si riescono a comprendere, nessuno sembra interessato a spiegargli le motivazioni del suo arresto. Gli viene permesso di lavorare in banca, mentre cerca di difendersi. Ma da cosa dove difendersi?
Viene travolto nel vortice dell’assurdo, nell’irragionevolezza di un sistema capace di ingoiare inermi cittadini. Una storia surreale e tremenda.

Una breve esegesi  -Il processo-(di Franz Kafka)

A primo acchito Kafka sembra scagliarsi contro un sistema giudiziario iniquo, una burocrazia insensata che condanna dei cittadini indifesi. La storia narrata può anche essere interpretata come una prolessi dei regimi totalitaristi, come l’Unione Sovietica o la Germania nazista. Ma Il processo può venire esaminato in un contesto molto più ampio.  Vi è presente una marcata rappresentazione dell’assurdità del nostro mondo, basata sulla stessa contingenza dell’esistere. Il nostro mondo è diventato ostile, la società in cui viviamo pare assurda e inumana. L’oppressione politica non è che la conseguenza di un uomo incline ad adattarsi passivamente al sistema. Secondo Kafka (e non solo) se non ti adegui sei considerato pazzo o colpevole.
Il processo è probabilmente l’opera più pessimista di Franz Kafka. Il neologismo ‘kafkiano‘ nasce dal tratto angosciante ed assurdo presente nella letteratura del famoso scrittore praghese.

Ma quale sarà la sorte di Joseph k.? Riuscirà il protagonista a liberarsi dallo strangolamento di un sistema completamente incomprensibile?

Curiosità sul romanzo

Il processo fu pubblicato postumo nel 1925, un anno dopo la morte di Kafka. Il libro era incompiuto e vi è ancora discussione riguardo all’ordine dei capitoli presenti nell’opera letteraria. Secondo le volontà dello scrittore, il libro non avrebbe mai dovuto essere pubblicato. Brod ( un grande amico di Kafka), non rispettò le disposizioni dello stesso, fece pubblicare i manoscritti di Kafka e ci guadagnò anche parecchio denaro. Tutti noi, non possiamo che essere grati a Brod per avere divulgato le opere di Kafka, ma non possiamo esimerci dal riflettere che Il Processo esiste a causa di un tradimento. Sembra che il pessimismo di Kafka, il suo credo di non avere un controllo di se stessi, lo inseguano ineluttabilmente anche dopo la morte.

Un romanzo consigliato per le profonde riflessioni che scaturisce

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